Orzo. Avvicendamento, lavorazioni del terreno, semina

I cereali minori

Orzo (Hordeum vulgare L.)

Avvicendamento. L’Orzo è meno esigente del Frumento e meno soggetto al mal del piede per questo, pur mantenendo tutte le caratteristiche di un cereale a paglia che necessita di buone precessioni, in caso di rotazioni ampie può seguire un cereale principale.

Quando l’uso finale è per la produzione di birra non deve seguire una leguminosa, soprattutto se poliennale (es. erba medica. trifoglio bianco o trifoglio violetto) per rischio di eccesso di azoto e di conseguenza cariossidi ricche d’azoto, un eccesso di proteina nella granella che rende la birra torbida. Meglio quindi che segua colture sarchiate (sorgo, mais, patate e altre orticole).

Rusticità, buona capacità di accestimento, capacità di competizione con le infestanti e rapidità di ciclo, sono le caratteristiche che fanno scegliere l’orzo come coltura rinettante posta anche a chiusura dell’avvicendamento. Per il ciclo breve si presta molto bene alla semina in bulatura di una coltura pratense.

Lavorazioni del terreno. E’ ormai appurato che i cereali possono essere realizzati con minime lavorazioni a condizione che il terreno non presenti suole superficiali e sia garantita l’assenza di ristagni d’acqua per lunghi periodi. Se all’interno del piano colturale è prevista una lavorazione con attrezzi scarificatori il terreno per il frumento può essere preparato con macchine combinate o passaggi a croce di frangizolle, utili ad affinare i primi 10/15 cm o arature superficiali intorno ai 20 cm. La semina diretta, pur essendo una eccellente tecnica conservativa che ha dato ottimi risultati in convenzionale, in biologico risulta non funzionale per il mancato interramento dei fertilizzanti e dei residui della coltura precede e la difficoltà a controllare le infestanti. 

Semina. Recenti prove hanno dimostrato che la preparazione di un perfetto letto di semina non è determinante ai fini della resa quando questa si effettua alla giusta profondità e con seme di buona qualità. Le varietà prevalenti sono a seme vestito e per questo i tempi di germinazione sono abbastanza lunghi. Il periodo ottimale di semina è leggermente anticipato rispetto ai Frumenti per permettere di affrontare il freddo con l’accestimento già completato. Il periodo ottimale va da ottobre ai primi di novembre a seconda del clima.

La semina è a righe con classiche seminatrici da grano o pneumatiche, alla distanza di 12 cm. e la profondità di 3/4 cm. La semina a spaio con spandiconcime deve essere solo una scelta estrema, per condizioni molto particolari.
In caso di terreno troppo soffice e asciutto, per favorire nascite tempestive e regolari, si può rivelare utile una rullatura, per far aderire il seme al terreno e richiamare acqua per capillarità.
La quantità di seme dipende dal peso, dalle caratteristiche tecniche della varietà che generalmente ha capacità di accestimento superiori al Frumento. Per questo l’obbiettivo è di mettere a dimora 200/300 semi a m2 che corrispondono a circa 150/180 kh/ha di seme.
Anche in questo caso non è sbagliato un aumento del 10% per sopperire a eventuali problemi di accestimento. La quantità di seme va poi ulteriormente aumentata in modo proporzionale per ritardo di semina.

Per questa coltura non è raro e sbagliato il reimpiego del seme aziendale per cui è importantissimo effettuare una pulizia della semente per non portare altri semi indesiderati in campo.

Nei primi anni di conversione in caso di rischio di patologie fungine, si procede alla concia con prodotti specifici a base di rame o funghi antagonisti. 


Vedi anche:  Notizie generali
                  
Scelta varietale/Fertilizzazione/Controllo delle infestanti/Maturazione e Raccolta