Grano saraceno. Tecniche colturali

I cereali minori

Grano saraceno.

Tecniche colturali

Scelta varietale
Le varietà di grano saraceno si differenziano per grandezza del frutto, per il suo colore e per la presenza o meno di rugosità. Il miglioramento genetico sta lavorando al fine di migliorare la resistenza alle basse temperature, aumentare la produzione e ridurre la scalarita’ di maturazione.

Rotazioni e avvicendamenti
Il grano saraceno è una coltura intercalare estiva – autunnale: può seguire coltivazioni raccolte prima della metà di luglio e permette, a raccolto  avvenuto, di seminare il cereale vernino. Nelle zone dove non esiste la possibilità o l’interesse ad effettuare una doppia coltura si potrebbe effettuare la semina in maggio puntando su varietà a ciclo più lungo (fino a 120 gg), che consentono di ottenere una maggiore produzione. 

Integrazioni della fertilità
E’ una specie molto rustica, che sfrutta al meglio la fertilità residua presente nel terreno. Si tenga presente che una produzione media di 2 t/ha asporta 40 kg di N, 20 kg di P2O5 e 30 kg di K2O. Se la coltura è destinata alla produzione di granella, è bene assicurarle una buona dotazione di potassio.

Lavorazioni
Il letto di semina viene preparato prestando attenzione a conservare l’umidita’ del terreno e a svolgere un’azione di controllo delle malerbe. Il periodo di semina si colloca in tarda primavera, solitamente fra il 15 giugno e il 15 luglio. La semina avviene a righe distanti 18-20 cm, utilizzando 80-100 kg/ha di seme che va interrato alla profondità di 2-3 cm. L’emergenza avviene dopo 4-5 giorni, mentre la fioritura scalare inizia circa 6-7 settimane dopo la semina.

La maturazione della granella è scalare e quindi la raccolta avviene quando la maggior parte dei frutti ha assunto una colorazione scura e le foglie sono in avanzato stato di senescenza. La raccolta puo’ essere effettuata con una mietitrebbia con testata da frumento.
La resa si aggira intorno ai 1,5-2 t/ha di granella e 2–3 t/ha di paglia, che viene solitamente interrata. 

Il grano saraceno è molto veloce nel coprire il suolo, grazie alla velocità di germinazione e al rapido accrescimento. E’ quindi un buon competitore nei confronti delle infestanti, infatti riesce facilmente a soffocarle. Tuttavia se le malerbe si trovano ad uno stadio più avanzato rispetto alla coltura il suo potere competitivo si riduce notevolmente. In questo caso occorre valutare le condizioni ambientali e intervenire con mezzi agronomici (strigliatura) o con un’irrigazione di soccorso che velocizza la crescita della pianta con conseguente rapida copertura del terreno.

E’ importante ricordare che il grano saraceno possiede un buon effetto allopatico nei confronti di alcune specie infestanti, inibendone la germinazione.

Gestione delle avversità
I parassiti che possono causare danni a questa coltura sono principalmente funghi, soprattutto appartenenti al genere Ramularia, che colpiscono le foglie, e al genere Rhizoctonia, che colpisce l’apparato radicale. Altre muffe come Botrytis cinerea e Peronospora fagopyri erano piuttosto diffuse in passato, ma ora hanno perso importanza grazie all’introduzione di cultivar resistenti.

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