Come “mettere le capre in asciutta”

L’ALLEVAMENTO CAPRINO
L’asciutta
– Come “mettere le capre in asciutta”
– Controlli sanitari a fine lattazione e precauzioni durante la gestazione
La fine della lattazione, che avviene all’incirca nel mese di ottobre, si definisce asciutta.
Questo periodo, che precede il parto e che dura circa due mesi, serve alle capre per recuperare il peso e le energie perse durante la lattazione, ai tessuti della mammella di rigenerarsi ma anche all’allevatore per organizzare al meglio la nuova stagione di parti.
Le scelte gestionali che verranno intraprese in questi mesi, influenzeranno l’andamento dei parti, la forza e vitalità dei capretti che nasceranno e la successiva lattazione. Si dice infatti che il primo giorno di asciutta può essere considerato come il primo giorno della nuova lattazione.
Il momento in cui si deciderà di “asciugare” gli animali dipenderà dal tipo genetico che alleviamo.
Le capre che hanno una scarsa attitudine alla produzione di latte, una volta svezzati i capretti, vanno munte per massimo un paio di mesi e già in estate, nel periodo degli accoppiamenti, non produrranno più latte.
Gli animali con una buona propensione alla produzione di latte verranno invece messi in asciutta in autunno quando ormai si inizieranno a notare le prime pance per l’avanzare della nuova gravidanza.
Il protrarsi della lattazione per questi animali si verifica soprattutto in quelle realtà agricole in cui si effettua la caseificazione. In questo periodo infatti, anche se le produzioni calano sotto la media, il latte ha una elevata resa.
Una buona tecnica per mettere in asciutta questi animali, che per genetica continuerebbero a produrre latte, è quella di calare drasticamente la somministrazione di mangime e, quando le produzioni giornaliere scendono sotto il litro, iniziare a mungere una sola volta al giorno.
Con il contemporaneo utilizzo di solo foraggio grossolano (può andar bene anche paglia per un paio di giorni) e l’interruzione della pratica del pascolo, le produzioni caleranno ulteriormente e a questo punto si procede all’ultima mungitura che dovrà essere ultimata a mano per svuotare completamente la mammella.
I giorni successivi all’ultima mungitura, è meglio continuare a somministrare foraggio grossolano, senza nessun’altra integrazione.
a cura di Marcello Volanti, veterinario esperto in zootecnia biologica